standard La Torre di Gombito

Gombito panorama

Uno dei simboli della città alta, la Torre di Gombito ne è certamente il più visibile. Da qualunque direzione si giunga, dal colle o dal piano, non può non balzare all’occhio la sua mole imponente e severa, che da circa 800 anni domina sulla città. Cittadini e turisti la sentono incombere sulle proprie teste, i primi rassicurati da una presenza centenaria, che ben rappresenta il severo e schivo carattere orobico, i secondi certamente ammirati, con il naso all’insù, per coglierne con lo sguardo la vertiginosa altezza. Situata all’incrocio dei due assi viari principali della città, tracciati in epoca romana, il decumano, corrispondente alle vie Gombito e Colleoni, con orientamento nord-sud, e il cardo alle vie Mario Lupo e San Lorenzo, con orientamento est-ovest, con ogni probabilità la torre, collocata in posizione strategica per il controllo delle vie di accesso alla Piazza Vecchia, assunse il suo attuale nome dall’originario latino compitum, ossia bivio, crocicchio, incrocio. Eretta nel XII secolo, di forma massiccia e a pianta quadrata, è costruita in blocchi in pietra rustica e sovrasta la città con i suoi 52 metri di altezza, che sarebbero stati addirittura 64 se, nell’800, non fosse stata demolita la parte superiore per motivi di sicurezza. Presenta pochissime e piccole aperture, evidenziando chiaramente la sua originaria vocazione militare. La torre è l’unica superstite di almeno altre quaranta narrate dalle cronache, che hanno avuto indubbiamente minor fortuna durante i periodi bui delle lotte intestine che ne cagionarono l’abbattimento. Nel 1206 fu teatro di un incendio nel corso di disordini che vedevano contrapporsi le famiglie guelfe e ghibelline dei Suardi e dei Rivola. Nel 1263 divenne proprietà di Bartolomeo del Zoppo, alla cui famiglia continuò ad appartenere fino al 1500, mantenendo fino a quell’epoca la sua funzione difensiva. In seguito venne convertita ad usi civili, con l’apertura di una bottega, trasformandosi nella “torre dell’hostaria del Gombedo”, come risulta da una relazione del Capitano veneto Da Lezze, datata 1596 e come testimoniano i mensoloni che sporgono sulla via ad una altezza di circa sei metri dal suolo. Dai mensoloni partiva un portico e sotto il portico stava appunto la bottega. Nel 1848 la Torre di Gombito fu utilizzata dai patrioti, insorti contro la dominazione austriaca, per colpire da una posizione dominante i militari asserragliati nella Rocca. Fu così che le autorità austriache decisero di demolire la scala interna in legno, rendendo in tal modo inaccessibile la sommità della torre. L’Amministrazione comunale entrò in possesso della torre nel 1877 per donazione da parte di privati (Agliardi, Arnoldi e Gout) i quali non potevano più provvedere alla manutenzione della torre, essendo l’edificio privo del collegamento interno. Nel 1892, dopo aver verificato il costante sgretolamento delle pareti della torre, venne deliberata la costruzione della scala in legno ancor oggi utilizzata. Nel 1913 e nel 1935 la torre fu sottoposta a parziali e piccoli interventi di conservazione. Nel 1998 e nel 2007 sono stati eseguiti gli ultimi interventi di restauro, rendendo ancora usufruibile al pubblico la salita alla sommità.

MagoMau

foto: Luca Lucchetti 2012

la vista mozzafiato dalla Torre

 

Info Utili
La salita alla torre è oggi possibile e gratuita, previa prenotazione all’ufficio di Informazione Turistica posto alla base della torre tel. 035 242 226, la salita si svolge a piedi, in piccoli gruppi di 6 persone, accompagnati da una guida.